Riforma del Terzo Settore: cosa richiede il Codice agli ETS
Il Codice del Terzo Settore non richiede soltanto un’iscrizione formale: chiede agli ETS di rendere coerenti identità, attività, governance, amministrazione e trasparenza. La conformità è quindi un processo organizzativo continuo, non un fascicolo da aggiornare soltanto in prossimità di una scadenza.
Aggiornato al 22 luglio 2026.
RUNTS e qualifica di ETS
Il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore è il registro telematico pubblico che rende consultabili dati e documenti degli enti. L’iscrizione consente di acquisire la qualifica di ETS o una delle qualifiche specifiche previste, come ODV, APS, ente filantropico o rete associativa.
Dal 1° gennaio 2026 l’Anagrafe unica delle Onlus è stata soppressa. Le organizzazioni provenienti da quel regime hanno dovuto valutare tempestivamente l’iscrizione al RUNTS o, quando pertinente, al Registro delle imprese come impresa sociale.
Le aree da presidiare
- Statuto e attività: finalità, attività di interesse generale, attività diverse e assenza di scopo di lucro devono essere coerenti con la pratica.
- Governance: competenze degli organi, convocazioni, verbali, conflitti di interesse e deleghe devono essere chiari e tracciabili.
- Amministrazione: bilancio o rendiconto, raccolte fondi, libri sociali e documentazione devono seguire i modelli e le regole applicabili.
- Volontari e lavoratori: ruoli, registro, assicurazione, rimborsi e rapporti retribuiti richiedono una gestione distinta.
- Trasparenza: dati e atti soggetti a deposito o pubblicazione devono essere aggiornati nei termini.
Bilanci e deposito al RUNTS
Per gli enti con esercizio coincidente con l’anno solare, il deposito riguarda il bilancio di esercizio o il rendiconto per cassa e gli eventuali rendiconti delle raccolte fondi. L’articolo 48 del Codice prevede il deposito entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio.
Il quadro è stato aggiornato anche nel 2026: per gli ETS con ricavi non superiori a 60.000 euro è stato introdotto un modello di rendiconto per cassa in forma aggregata, utilizzabile secondo le condizioni e le decorrenze chiarite dal Ministero. Gli enti che superano un milione di euro di entrate sono tenuti al bilancio sociale, ferme le regole specifiche applicabili alle diverse tipologie.
Perché la conformità è organizzativa
Molte criticità nascono dalla distanza tra documenti e attività reale: uno statuto corretto ma procedure non applicate, volontari non registrati, delibere non rintracciabili, incarichi sovrapposti o dati RUNTS non aggiornati. Un controllo periodico riduce il rischio e rende l’ente più leggibile per soci, finanziatori, partner e pubbliche amministrazioni.
Checklist minima: verificare almeno una volta l’anno statuto, composizione degli organi, poteri di firma, libri sociali, registro volontari, coperture assicurative, contratti, rimborsi, bilancio, raccolte fondi e dati depositati nel RUNTS.
Il ruolo del volontariato di competenza
Professionisti legali, amministrativi, finanziari e organizzativi possono aiutare l’ETS a leggere i rischi, aggiornare strumenti e trasferire metodo. Il supporto deve però avere un perimetro chiaro e non sostituisce le responsabilità degli organi dell’ente né la consulenza professionale richiesta dal caso concreto.
Fonti ufficiali
- Normattiva – D.Lgs. 117/2017, Codice del Terzo Settore
- Ministero del Lavoro – RUNTS
- Ministero del Lavoro – chiarimenti sul rendiconto per cassa 2026
Questo contenuto ha finalità informativa e non sostituisce una valutazione legale, fiscale o contabile sul singolo ente.